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Chiesa in Valmalenco

 
 

Chiesa è un comune montano di circa duemilasettecento abitanti. È situato in Valmalenco presso la confluenza del torrente Lanterna con il torrente Mallero. La valle si trova nelle immediate vicinanze di Sondrio e, all’inizio aspra e incassata, diventa, salendo, sempre più aperta verso l’ampio scenario naturale del gruppo del Monte Disgrazia, del massiccio del Bernina, unico 4000 dell’arco alpino posto al di fuori delle Alpi occidentali, e del Pizzo Scalino dalla forma così snella ed elegante da essere considerato il più importante simbolo della valle.
Chiesa è un centro turistico noto per la pratica degli sport invernali, in particolare dello sci alpino presso la ski area del Palù, nonché per la pratica dell'alpinismo e dell'escursionismo in montagna. Nel suo territorio si trova un’articolata rete di sentieri da rifugio a rifugio che offre la possibilità di effettuare escursioni, traversate ed ascensioni di ogni grado di difficoltà.
L'Alta via della Valmalenco è un percorso tra i più classici delle Alpi Centrali. Entrato a far parte del sentiero Italia e della Via Alpina, è costituito da 130 km di sentieri collocati tra i 1000 e i 3182 m (Punta Marinelli) in un ambiente di bellezza incomparabile.
L’itinerario completo si può percorrere in 8 tappe che si snodano entro i principali gruppi montuosi della Valmalenco: il Disgrazia, il Bernina, e lo Scalino.
Ogni percorso consente sempre, visti gli ottimi collegamenti, numerose varianti.
Partendo da Torre S. Maria si toccano i rifugi Bosio Galli, Gerli Porro, Del Grande Camerini, Longoni, Palù, Carate Brianza, Marinelli Bombardieri, Bignami e Cristina. Da alcuni anni, chi vuole arrivare all'Alpe Palù lo può fare con la modernissima Snow Eagle, una delle più capienti funivie del mondo che, con le sue cabine da 160 persone, porta in un attimo a quota 2080 su un terrazzo da cui, con una vista mozzafiato, si dominano le Alpi. L’area sciistica nello stupendo scenario dell’Alpe Palù presenta un carosello di piste da discesa di 30 km e uno snowpark. Non mancano tracciati per lo sci nordico.
L’economia della località e di tutta la Valmalenco si basa sulle attività turistiche e sull’estrazione e la lavorazione delle pietre, come il serpentino e la pietra ollare, utilizzata per la realizzazione dei tipici “lavecc” e di oggetti ornamentali per la casa. Le pentole in Pietra Ollare ci riportano agli albori della storia della cucina, quando ancora i metalli non venivano utilizzati per le cotture. Oggi come allora, grazie alle sue particolari proprietà termiche, la Pietra Ollare rimane uno strumento utilissimo in cucina, che offre vantaggi ineguagliabili per una sana alimentazione. Il metodo di realizzazione è sempre lo stesso fin dai tempi del Medio Evo: un processo artigianale che richiede grande pazienza e abilità. Ogni pentola in Pietra Ollare è un pezzo unico. Le "Serpentiniti della Valmalenco" costituiscono una formazione geologica quasi interamente circoscritta nei confini della valle omonima. Le "piode" in Serpentinoscisto conferiscono alla copertura dei fabbricati alpini grande eleganza nel rispetto assoluto delle tradizioni. Le moderne tecnologie di lavorazione rendono il serpentinoscisto adatto anche per la copertura di realizzazioni architettoniche moderne e di design sposandosi perfettamente con altri materiali tipo vetro e acciaio.
Per quanto riguarda l’arte, ci sono da visitare a Chiesa la parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo con tele dei Ligari e a Primolo il Santuario della Madonna delle Grazie (XVII sec.).
La collocazione geografica della Valmalenco ha sempre fatto da sfondo alle sue vicende storiche. Posta alle spalle del capoluogo della provincia di Sondrio, aprendosi a nord con la Svizzera, la Valmalenco ha rappresentato nel corso dei secoli un rilevante corridoio di collegamento alpino. La sua peculiare ubicazione ha conferito a questa terra, sin dai secoli più remoti, un ruolo strategico in ambito politico, economico, sociale e religioso.
La sua rilevanza storica si sviluppa durante i secoli XI e XII con i signori di Sondrio, i Capitanei. Il secolo XIV costituisce un’epoca significativa per lo sviluppo amministrativo e sociale della Valle, poiché se fino alla metà del Trecento essa era un’unica circoscrizione, detta ‘quadra de Malenco’, nel corso del secolo la stessa quadra subirà una divisione interna che porta al costituirsi delle quadre corrispondenti ai principali nuclei abitati. La riorganizzazione amministrativa della Valle và di pari passo ad una acquisizione di maggiore autonomia da Sondrio. All’indomani della prima dominazione grigiona in Valtellina (1512), il governo periferico dei Grigioni, di stanza a Sondrio, fà della Valmalenco un territorio di veloce raccordo tra il Libero Stato delle Tre Leghe e il centro del suo nuovo dominio, attraverso il valico del Muretto. Questa diviene ben presto una delle strade politicamente strategiche dei Grigioni, così come una tra le più transitate per il commercio. L’importanza di questa arteria stradale, che aveva modellato la vita e l’organizzazione delle comunità di Valle fino alla metà del secolo XVIII, comincia a mostrare i primi segni di declino già durante la seconda metà del Settecento, probabilmente in connessione all’accresciuto volume dei traffici su altre vie retiche più agevoli come il Bernina e lo Spluga. Inizia così un declino che si trasforma in un vero e proprio tracollo a partire dal 1797 quando, al governo dei Grigioni si sostituisce quello napoleonico prima e quello austriaco poi. Il 1862 rappresenta una data storica che segna l’inizio dell’alpinismo in Valle: la conquista della cima del monte Disgrazia, il “picco glorioso” (3678 m), da parte di quattro alpinisti inglesi. L’inizio del nuovo secolo conosce uno sviluppo senza precedenti della pratica alpinistica e più in generale del turismo d’alta montagna: si aprono alberghi, si costruiscono altri rifugi e comincia a diffondersi una nuova figura professionale in valle, quella della guida alpina. Tra Otto e Novecento, la Valmalenco subisce i notevoli contraccolpi della chiusura di quel secolare sbocco verso Nord (la strada del Muretto): ciò che ne segue è un impoverimento generale della società e dell’economia locale. Lo spopolamento della montagna, soprattutto verso la città di Sondrio, caratterizza tutta la seconda metà del Novecento. Per chi sceglie di rimanere in valle, la situazione comincia a mutare sensibilmente solo a partire dal boom economico degli anni Sessanta, che induce un significativo sviluppo turistico, soprattutto quello degli sports invernali.
 

 


 

 
 

 

link utili
comune di Chiesa  in Valmalenco
Usci Sondrio
www.classicadalvivo.it

 

 


 
 

webmaster: www.malenco.it

 

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